verona francese ed austriaca: storia

verona francese ed austriaca: storia
Verona francese ed austriaca

Dopo la dichiarazione di neutralità disarmata da parte di Venezia, Verona fu più volte conquistata e riconquistata da austriaci e dai francesi di Napoleone. Fu un periodi di occupazione con caratteristiche diverse, sotto i francesi vi era un numero enorme di soldati da mantenere, oltre 50.000 che creava molti problemi per gli approvigionamenti. La dichiarazione di uguaglianza fra tutti i cittadini, compresa la forte minoranza israelita di 1000 persone, la continua ricerca di bottino e un non rispetto delle libertà religiose e delle proprietà.

Sotto gli austriaci vi era il rispetto di tutto o quasi, ma vi era per la prima volta la coscrizione obbligatoria. La massa della popolazione si sentiva ancora veneziana e delle minoranze aderirono alle due fazioni. Nel veronese Napoleone vinse due battaglie fra le più importanti della sua storia di condottiero: Rivoli ed Arcole. Napoleone dimorò più volte ed a lungo a Verona ed ebbe l’unico episodio nel veneto di resistenza, le Pasque Veronesi, da 17 aprile 1797 vi fu una sollevazione popolare durata sette giorni in cui le truppe francesi furono costrette a rifugiarsi nelle caserme. Seguì una dura repressione.

Dopo la pace di Lunéville del 1801 Verona fu divisa in due divisa dall’Adige per quattro lunghi anni fu come Berlino dell’ultimo dopoguerra. Nel 1805 entrò a far parte del Regno Italico. Nel maggio del 1814, Verona tornò sotto gli austriaci. In 17 anni 7 governi! Verona rimase austriaca fino al 1866. Prima dell’abbandono i francesi distrussero tutte le opere di difesa della città. Gli austriaci con Verona ebbero diversi tipi di approccio. Quello militare: La città fu il cardine del famoso Quadrilatero, Un sistema di difesa munitissimo basato su quattro città fortificate: Verona, Mantova,Legnago e Peschiera. Verona era il perno di tutto, oltre alla città fortificata vi erano una miriade di forti e fortini intorno alla città molti dei quali ancora esistenti ed usati per altri scopi. Vi furono a Verona in quel periodo fino a 35.000 soldati. Un approccio logistico: Verona fu al centro di sistemi di comunicazione sia stradali sia ferroviari.

Nel 1822 fu sede del Congresso della Santa Alleanza. I sovrani di Austria, Russia, Prussia, Inghilterra, Sardegna, Toscana, Napoli, Modena e Parma da ottobre a dicembre si riunirono per stabilire iniziative comuni per difendere lo status quo dalle iniziative liberali che tendevano a sovvertire la restaurazione seguente il dominio Napoleonico. Ci fu un fiorire della Carboneria, che portò alla nascita a Verona nel 1850 del Comitato rivoluzionario il cui capo era Carlo Montanari. La scoperta del comitato porto’ all’arresto, esilio, imprigionamento e morte di numerosi veronesi e non.

Una parte di essi, quelli fucilati a Belfiore sono passati alla storia come Martiri di Belfiore. La presenza del Quadrilatero ritardò l’unificazione all’Italia di Verona e del triveneto. Vi fu bisogno di tre ondate di attacchi, con numerose sconfitte, per annettere Verona all’Italia. Intorno a Verona si ricordano, nella memoria e per i numerosi ossari: Peschiera, Pastrengo, Rivoli, S. Lucia, Custoza nel 1848, a S. Martino e Solferino nel 1859 con il conseguente armistizio di Villafranca e finalmente di nuovo a Custoza nel 1866. Nel bene da ricordare la battaglia di Solferino, dove per merito degli abitanti e di Henry Dunant nacque la Croce Rossa Internazionale.